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17 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:50
L’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi del Mercosur – Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – rischia di arenarsi proprio nella fase finale. Mentre in Francia tornano a moltiplicarsi le proteste degli agricoltori contro l’intesa (e contro la gestione della dermatite nodulare contagiosa che colpisce alcuni allevamenti del Paese), a Bruxelles si cerca di salvare un’intesa negoziata per oltre venticinque anni, che apre le porte del mercato europeo a carne bovina, pollo, zucchero e miele in arrivo senza oneri dall’America Latina. La richiesta di rinviare il voto avanzata da Parigi nel fine settimana è bastata a far vacillare l’appuntamento previsto sabato in Brasile per la firma dell’accordo alla presenza della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e del capo di Stato Luiz Inácio Lula da Silva.
A rafforzare il fronte del no è arrivato martedì il via libera quasi unanime del Senato francese a una risoluzione che chiede al governo di rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea per fare sbarramento, accusando Bruxelles di “aggirare i parlamenti nazionali”. Nell’emiciclo del Palais du Luxembourg, dominato da una maggioranza di destra, solo un parlamentare centrista si è opposto alla risoluzione. Il governo francese insiste su un rinvio almeno al 2026. “Non siamo contrari agli accordi di libero scambio in generale, ma dobbiamo essere in grado di proteggere i nostri mercati interni, le nostre imprese, i nostri agricoltori dalla concorrenza sleale”, ha spiegato il ministro delegato francese per l’Europa Benjamin Haddad. “Abbiamo stabilito tre condizioni: la prima è una clausola di salvaguardia, la seconda una clausola specchio e la terza i controlli. Dobbiamo essere aperti, ma dobbiamo anche proteggere noi stessi e i nostri interessi, e fondamentalmente garantire condizioni di parità”.
















