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Ultimo aggiornamento: 15:17
È caos sul Mercosur, l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay che, dopo un negoziato durato 25 anni, dovrebbe essere firmato il 12 gennaio. Sempre se venerdì si raggiungerà un’intesa durante la riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue (Coreper). In Spagna, il premier Pedro Sanchez incrocia le dita, ma Paesi come Ungheria e Irlanda hanno ribadito il loro ‘no’ e in Francia e Grecia i trattori invadono piazze e autostrade. A Parigi sono entrati all’alba. Nonostante i divieti, la protesta ha raggiunto i principali monumenti della capitale, la Tour Eiffel e l’Arco di Trionfo e gli agricoltori hanno tentato di scavalcare le inferriate che proteggono l’Assemblée Nationale, chiedendo di essere ricevuti. In Grecia, hanno bloccato autostrade principali, svincoli e caselli a causa, oltre che del Mercosur, anche dell’aumento dei costi di produzione. L’Italia sembra essersi ammorbidita dopo la proposta avanzata dalla Commissione europea che prevede anche la possibilità per gli Stati membri di mobilitare già dal 2028 (invece che con la revisione di medio termine) fino a due terzi dei fondi previsti, ossia circa 45 miliardi di euro. Il Governo Meloni spinge affinché passi il messaggio che qualcosa l’Italia è già riuscita a ottenere. Nel frattempo, però, Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono la loro opposizione alla firma dell’intesa senza reciprocità. Tradotto: “In ogni accordo e su ogni prodotto agricolo e agroalimentare importato, deve valere il divieto di ingresso nell’Unione europea di alimenti ottenuti con sostanze e tecniche bandite da anni in campi e stalle italiani”. Garantire questa condizione non è cosa semplice né per Giorgia Meloni, né per altri premier, né per Ursula von der Leyen.















