Il Mercosur s’ha da fare e Ursula von der Leyen non si cura di avere contro tutta l’Europa dei campi, di aver spaccato il consiglio: ha soddisfatto chi vende auto, macchinari, chimica e farmaci. Tutto per un risparmio in dazi di 4 miliardi attraverso l’accordo commerciale con Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay con estensione alla Boliva che aspetta di essere varato da un quarto di secolo. Ieri nel Consiglio dei 27 ambasciatori ha incassato il sì della maggioranza europea. Ha però un blocco di Paesi che le votano contro: Francia, Austria, Ungheria, Irlanda (il Belgio si è astenuto, la Grecia ci sta pensando) e la Polonia che ha già fatto ricorso alla Corte di giustizia europea. Se accolto il Parlamento non voterà l’accordo prima di un anno.

Il tentativo dell’Associazione nazionale magistrati e delle sinistre di rinviare alle calende greche il referendum sulla Giustizia c’è stato ed è tuttora in corso. Parola di Giorgia Meloni che ieri, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno, ha annunciato che il governo tira diritto: «Vedo anche io un intento dilatorio, ma mi sentirei di dire che il prossimo consiglio dei ministri confermerà la data del 22 e 23 marzo».