Non c’erano telecamere davanti al Tribunale dell’Aquila e questo era già un indizio: nessuno si aspettava la svolta della storia, per non dire il lieto fine. Ha vinto la burocrazia, il calendario della giustizia coi suoi tempi. Anche se siamo in Avvento e per i bambini l’idea di aprire ogni giorno una finestrella e godere della sorpresa è la prassi di queste settimane. Non c’è alcuna sorpresa tra le finestrelle e dunque finirà che la famiglia nel bosco resterà nella casa famiglia, «congelata» in quel freddo creato dal Tribunale dei minori, dove si tolgono i figli ai genitori in nome di un interesse superiore. Eppure, quell’interesse superiore molti italiani non lo vedono proprio. Anzi, vedono sempre più un sottile accanimento contro mamma Catherine e papà Nathan, una sfida muscolare tra giudici e genitori anche se i genitori da tempo sono scesi dalle loro posizioni più rigide pur di ritornare a casa. Che non è più la stessa nel bosco. Così come non sarà uguale al recente passato la scuola «formato famiglia», perché i genitori apriranno le porte a una maestra che seguirà il programma convenuto. Per non dire delle vaccinazioni: anche su quello mamma Catherine ha detto sì.
La Corte d’Appello giustifica il predicatore di Torino, noto anche per favorire la poligamia: «Episodi datati e isolati». Il governo ha cacciato 215 musulmani pericolosi, ma con questa liberazione la sicurezza è a rischio.














