La vigilia è una corsa contro il tempo e contro le parole. Perché ora, sulla “famiglia del bosco”, non si consuma soltanto una vicenda giudiziaria complessa, ma si concentra una decisione chiave: sarà il Tribunale per i minorenni dell’Aquila a stabilire se i tre bambini allontanati dal casolare di Palmoli, in provincia di Chieti (Abruzzo), potranno tornare a casa in tempo per Natale, insieme ai genitori, anche solo in forma temporanea e sotto la vigilanza dei servizi sociali. È lì che, nelle prossime ore, potrebbe sbloccarsi una storia che da oltre un mese divide la famiglia anglo-australiana. Ma anche l’opinione pubblica italiana, spaccata in due sulla bontà o meno della decisione di strappare i pargoletti alla loro famiglia naturale a cui piace vivere con la lancetta spostata indietro nel tempo.

La Corte d’Appello dell’Aquila, con l’ordinanza del 19 dicembre, ha respinto il reclamo urgente presentato dai legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion contro la sospensione della responsabilità genitoriale e l’allontanamento dei figli, ritenendo il provvedimento fondato sotto il profilo giuridico. Ma nello stesso atto ha rimesso ai giudici minorili ogni valutazione successiva, aprendo di fatto lo spazio per una decisione diversa sul piano pratico e immediato, legata alle condizioni attuali della famiglia.