La vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco è ormai diventata uno dei casi più dibattuti degli ultimi mesi, quasi una serie tv: tra tribunali, accuse incrociate, polemiche mediatiche e ora una bomba finale che rischia di rimettere tutto in discussione. I genitori, infatti, dopo mesi di battaglie legali e l’allontanamento dei loro tre bambini, lanciano un messaggio duro e chiaro: “Il nostro futuro non è in Italia, ma altrove in Europa”.

La coppia — mamma Catherine Birmingham e papà Nathan Trevallion — ha affermato senza giri di parole: “Dovremmo accettare compromessi per far stare a loro agio i giudici italiani?”. Hanno aggiunto che, dopo anni di tentativi di dialogo con le istituzioni, con proposte di home-schooling, vaccini, perfino bagno e altri adeguamenti, i loro figli non sono stati restituiti. Una dichiarazione che suona più come un ultimatum che come una semplice richiesta: la famiglia sostiene di aver fatto tutto quello che poteva, ma di non aver ricevuto nulla in cambio. E la freccia più velenosa è rivolta all’Australia: “Il governo australiano ci ha abbandonato: non vuole avere a che fare con i regolamenti italiani”.

FAMIGLIA NEL BOSCO INSULTATA DALLA PSICOLOGA, AFFONDO DEL GARANTE: IL CASO DEFLAGRA