La vicenda della “famiglia nel bosco” continua ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e il possibile rientro dei tre bambini nella loro famiglia dipenderà da una serie di condizioni che il Tribunale ed i servizi sociali valuteranno nei prossimi mesi. Tra queste il punto più concreto e immediato riguarda la ristrutturazione dell’immobile dove vive la famiglia. La casa immersa nei boschi della provincia di Chieti è diventata il fulcro del caso che ha portato l’allontanamento dei tre bambini. L’abitazione priva di acqua corrente, elettricità e servizi adeguati è stata infatti definita non idonea a garantire gli standard minimi di sicurezza e benessere dei minori.

L'avvocato Giovanni Angelucci, secondo quanto riporta a Fanpage specifica che la struttura in pietra “non è un rudere”, ma una casa colonica, un'abitazione rurale "regolarmente acquistata nel 2021". "La definizione di rudere – sottolinea Angelucci – è quella di una struttura in rovina, senza un tetto o senza muri. I carabinieri ne hanno dato la definizione senza essere competenti in materia e hanno sbagliato".

FAMIGLIA NEL BOSCO, LO STATO RESTI FUORI DALLA CASA

C’è da districare un’apparente contraddizione della contemporaneità, che rimbomba dall’o...