Lievita il valore della manovra. Con un nuovo pacchetto di modifiche da 3,5 miliardi, il governo aggiunge un altro corposo tassello alla legge di bilancio varata due mesi fa. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si presentato di persona in Senato per annunciare l’emendamento che arriverà solo nelle prossime ore, oltre a rassicurare sull’oro di Bankitalia e su tempi e modalità d’esame. Ma la mossa a sorpresa rischia di complicare l’iter in commissione. Le opposizioni infatti insorgono e denunciano il “caos” nell’esecutivo che continua a riscrivere il testo.

Risorse aggiuntive per 3,5 miliardi

«Ho voluto chiarire giustamente al Parlamento la vicenda dell’oro perché hanno letto soltanto sui vostri giornali come è andata» e «spiegare questo emendamento governativo», ha chiarito Giorgetti. Un emendamento su Zes e Transizione 5.0, visto che «abbiamo avuto domande significative oltre le previsioni», che «riteniamo di dover almeno ragionevolmente coprire». L’emendamento, secondo quanto riferito ai senatori, vale 3,5 miliardi (che dovrebbero essere spalmati solo sul 2026) e conterrebbe misure su Zes, iperammortamento, industria 5.0, caro materiali, oltre allo spostamento del finanziamento del ponte sullo Stretto in un’altra annualità e a risorse aggiuntive - fa sapere uno dei relatori, il leghista Claudio Borghi - per il piano Casa. Considerate anche le riformulazioni arrivate nei giorni scorsi, che valgono circa 1 miliardo, il valore della manovra - che così come scritta inizialmente dal governo vale 18,7 miliardi per il 2026 - sembra destinato ad aumentare. Il nuovo emendamento del governo rischia però di complicare il calendario. La modifica è “importante” e “inevitabilmente in qualche modo un po’ di tempo in più lo prenderà”, riconosce lo stesso Giorgetti.