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I giudici hanno escluso "la sussistenza di una concreta e attuale pericolosità" e hanno sottolineato che è da vent'anni in Italia ed è "completamente incensurato"
La Corte d’Appello di Torino ha disposto la cessazione del trattenimento dell’imam Mohamed Shahin, detenuto nel Cpr di Caltanissetta. I giudici hanno accolto uno dei ricorsi presentati dalla difesa, ritenendo che, anche alla luce di nuova documentazione acquisita agli atti, non emergano elementi tali da configurare un pericolo per la sicurezza dello Stato o per l’ordine pubblico. Shahin era stato destinatario di un decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Il provvedimento della Corte, in particolare, è di "cessazione del trattenimento nel Cpr" disposto dal questore di Torino, in una delle fasi del procedimento, lo scorso 24 novembre. I giudici, dopo aver esaminato i "nuovi elementi emersi", hanno escluso "la sussistenza di una concreta e attuale pericolosità". Inoltre hanno sottolineato che Shahin è da vent'anni in Italia ed è "completamente incensurato".















