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Per il Viminale Shahin è una minaccia, ma la Corte respinge il ricorso dell'avvocatura dello Stato

Cosa serve per definire un cittadino pericoloso perla sicurezza nazionale? Difficile dirlo dopo che La Cassazione ha respinto un ricorso dell'avvocatura dello Stato contro la decisione con la quale la Corte di Appello di Torino aveva annullato il trattenimento nel Cpr di Caltanissetta dell'imam di Torino Mohamed Shahin. Era stato il Viminale a chiederne l'espulsione dopo una serie di elementi raccolti dalle nostre forze di polizia e dopo che il predicatore disse pubblicamente di non ritenere il 7 ottobre come un atto di violenza. Non c'era solo quello, ovviamente, come elemento a suo carico, ma anche l'incontro con Musa Cerantonio, uno dei tre jihadisti più pericolosi al mondo e la sua appartenenza alla Fratellanza Musulmana.

Si tratta di un movimento politico-religioso fondato nel 1928 in Egitto da Hassan al-Banna: è un'organizzazione ideologica che mira all'islamizzazione della società e della politica, attraverso l'applicazione della sharia come base dell'ordinamento statale.