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La Corte d’appello di Torino esclude la detenzione in CPR per l’imam Mohamad Shahin, citato in indagini su Hamas. Per i giudici mancano elementi concreti di pericolosità per la sicurezza nazionale

Incredibile la decisione della corte d’appello di Torino su Mohamad Shahin, l’imam della moschea di via Saluzzo ritenuto un esponente della fratellanza musulmana è considerato dal Viminale un pericolo per la sicurezza nazionale: per loro non va detenuto in un CPR. Questo nonostante sia citato nella maxi inchiesta della procura di Genova sia cupola di Hamas in Italia, nonostante i suoi rapporti con soggetti come Musa Cerantonio, ritenuto uno dei jihadisti più pericolosi al mondo, nonostante la vicinanza all’Api di Mohammad Hannoun, considerato l’uomo di Hamas nel nostro paese.