Mohamed Shahin torna libero. La Corte di Appello di Torino si è pronunciata per la cessazione del trattenimento dell'imam nel Cpr di Caltanissetta. I giudici hanno dunque accolto uno dei ricorsi presentati dagli avvocati dell'uomo, i quali hanno sostenuto che anche alla luce di nuova documentazione, non sussistono elementi che possono far parlare di sicurezza per lo Stato o per l'ordine pubblico. L'imam era stato colpito da un provvedimento di espulsione firmato dal ministro Matteo Piantedosi. A Shahin erano state contestate frasi pronunciate durante un discorso dello scorso ottobre durante una manifestazione organizzata per protestare contro i due anni di invasione israeliana nella Striscia di Gaza. L'imam aveva detto di essere "d’accordo" con quanto successo il 7 ottobre del 2023, e che la strage compiuta dai miliziani di Hamas in Israele, in cui furono uccise circa 1.200 persone e altre 250 furono rapite, "non è una violenza". Da qui la decisione del titolare del Viminale prima e dei giudici ora.
Una conclusione, quella delle toghe, che ha scatenato l'ira di molti. "La decisione della Corte d'Appello di Torino di liberare l'Imam Mohamed Shahin, nonostante un'espulsione firmata dal ministro Piantedosi per motivi legati alla sicurezza nazionale, rappresenta l'ennesimo schiaffo allo Stato e a chi ogni giorno lavora per proteggerlo. Una decisione grave e incomprensibile riguardo una persona che ha giustificato il violento attacco terroristico del 7 ottobre e che di fatto vanifica il grande lavoro fatto dalle nostre Forze dell'Ordine e dal Viminale, rimettendo in circolazione un soggetto ritenuto pericoloso, e addirittura accogliendo la linea difensiva dell'Imam", tuona Galeazzo Bignami.






