Tra i profumi di cucina e gli abeti addobbati, il brindisi è il momento che più di ogni altro suggella la magia delle festività natalizie. Un gesto semplice, intramontabile e universale: due calici che si incontrano per augurare prosperità, serenità e nuovi inizi. Che si tratti della notte di Natale, del cenone di San Silvestro o di una tavolata con gli affetti più cari, le bollicine sono da sempre il simbolo della celebrazione.

Dal secondo dopoguerra in poi, il mondo del vino italiano ha affinato la propria arte spumantistica, trasformando il brindisi in un’esperienza di gusto. Tra le realtà che più hanno contribuito a questo percorso figura Kettmeir, cantina storica immersa nei vigneti di Caldaro (BZ) e fondata nel 1919, una tenuta all’avanguardia che ha saputo custodire e rinnovare la profonda cultura vitivinicola dell’Alto Adige, terra unica per esposizioni, altitudini e microclimi capaci di plasmare vini eleganti, profumati e fortemente territoriali.

Kettmeir e la leggenda di Sissi: storia di bollicine altoatesine

Negli anni Sessanta la cantina intuisce il potenziale delle bollicine, divenendo pioniera nella ripresa dell’antica tradizione spumantistica altoatesina. Una vocazione che affonda le radici in una storia affascinante: quella dell'Imperatrice Sissi, che nell’Ottocento trascorreva le estati a Merano e al Passo della Mendola insieme all’Imperatore Francesco Giuseppe. Fu proprio il desiderio di una “bollicina” degna delle tavole imperiali, che non facesse rimpiangere le munitissime cantine imperiali di Vienna, a stimolare la nascita degli spumanti del Sud Tirolo: il celebre Tiroler Gold e, a seguire, le prime produzioni che prelusero alla rinascita firmata da Kettmeir nel 1964, con la “Cuvée di Pinot Bianco” presentata alla Mostra dei Vini di Bolzano nel 1965.