«C’è troppa sofferenza nelle carceri. Si tratta di fare giustizia alla vittima non di giustiziare l’aggressore – dice il cardinale Matteo Zuppi (fin dal 1981 incontrava a Rebibbia i carcerati, compresi i “dissociati” del terrorismo) –. Due terzi delle persone che escono dal carcere e che hanno seguito percorsi solo dentro al carcere sono recidivi. Al contrario coloro che sono stati ammessi a fruire delle misure alternative al carcere hanno una bassissima recidiva».
Mattarella sulle carceri: sovraffollamento inaccettabile. E difende l’Europa: no alla sopraffazione
Mattarella: "In alcune carceri condizioni inaccettabili, cultura per la rinascita"
Per la funzione educativa della pena a che punto siamo?
«Il tasso di affollamento del 120% rischia di farci tornare presto alla situazione per cui Strasburgo ha condannato l’Italia. Il presidente Sergio Mattarella le ha definite inaccettabili. Queste condizioni diventano insostenibili per i più fragili, come le persone segnate da malattie psichiatriche, che senza cure adeguate diventano presenze pericolose per gli altri e per se stesse. C’è poi la tragedia dei suicidi, con un tasso di 11,4 episodi ogni 10 mila detenuti. In carcere ci si uccide 18 volte di più che in libertà. Come possiamo pensare di aiutare la speranza e la rieducazione quando gli spazi di lavoro e gli investimenti per aiutare il reinserimento dei detenuti restano insufficienti?».













