“È un tema complesso – ha detto Tiziana Ciavardini, Direttrice Canale 122 – si parte proprio dal ruolo del carcere che servirebbe per rieducare il detenuto e permettergli il reinserimento nella società, fargli capire gli sbagli commessi e i veri valori della vita. In alcuni casi funziona, ma in tanti altri no. Il vero problema è che in Italia di carceri si parla pochissimo, di detenuti non vogliamo saperne, perché li consideriamo lontani. E la vita nelle carceri è considerata un mondo a parte, invece dovremmo avvicinarci di più a questo mondo. È un tema sensibile, che viene affrontato poco e del quale non si vuole parlare, come se quel muro segnasse il confine tra la realtà e qualcosa che non fa parte della nostra quotidianità.” L'appello di Tiziana Ciavardini è andato alla politica che “deve fare qualcosa. Ci sono troppi suicidi, non solo tra i detenuti, ma anche tra chi lavora nelle carceri, perché si scompare da se stessi. C'è qualcosa che non va, va rivisto tutto. Le carceri minorili, poi, non dovrebbero esistere, andrebbero riformate. Il carcere, in generale, dovrebbe servire a far comprendere gli errori commessi, aiutare a fare autocritica che, da soli, i detenuti non possono fare. Inoltre ci sono sempre più evasioni. Tutto è legato a ciò che si trova all'interno delle carceri; anche per chi lavora in brutture del genere è un fallimento dello Stato. Inoltre, per quanto riguarda i minori, con il decreto Caivano si è visto che non è stato un deterrente inasprire le norme, ci vuole una rivoluzione culturale, così come per i femminicidi, dove sono stati inutili braccialetti e codice rosso.”