Un segnale di vicinanza che si è tradotto in un evento giubilare, l'ultimo grande appuntamento dell'Anno Santo 2025, che si svolge in questo fine settimana di metà dicembre. "L'emergenza delle carceri, il sovraffollamento, la mancanza di spazi, la mancanza di personale è un problema abbastanza cronico. Le carceri sono piene e si fa fatica a fare delle attività di inserimento", ha detto a LaPresse don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane. Don Grimaldi ha aggiunto che "il carcere non è proprio un luogo di speranza, per tanti motivi, tante situazioni che si vivono all'interno. Tanti detenuti vivono la disperazione. Segni di speranza ci sono, attraverso il lavoro, la cultura e lo studio, ma non tutti vengono raggiunti da queste realtà. Molti stanno fuori, sono relegati nelle celle e non vivono le attività nonostante ci siano presenze di speranza". In merito alle morti che si registrano nelle carceri don Grimaldi ha evidenziato che spesso "i suicidi sono imprevedibili". "Il più delle volte - ha sottolineato l'ispettore dei cappellani - chi si toglie la vita non desta preoccupazione e le direzioni restano meravigliate. Le persone che si tolgono la vita spesso lo fanno prima di uscire perché sanno che fuori avranno delle difficoltà. Perché fuori sono uomini senza speranza, mentre se la persona desta preoccupazione è attenzionata".