In natura la mescolanza, specialmente dei geni, ha sempre prodotto buoni risultati. La varietà permette di cogliere il meglio di ciascuna natura. Lo stesso vale per la policromia degli alimenti ad ogni colore corrisponde una diversa caratteristica di nutrienti. In qualche modo i colori son indicativi e più facilmente si può scegliere ciò che occorre. Ogni pigmento vegetale è un marcatore di molecole attive che si percepisce visivamente: carotenoidi, flavonoidi, antociani, glucosinolati, allicina, tutte queste molecole si interfacciano con i nostri geni, i recettori immunitari e prioritariamente con il metabolismo. Che determinati colori degli alimenti avessero attinenza con alcune funzioni del nostro organismo è noto da tempo. Basti pensare ai piloti della RAF (Royal Air Force) britannica, che durante la guerra per migliorare la visione notturna mangiavano mirtilli e marmellata di mirtilli. Magari ai piloti serviva come aiutino psicologico, per essere maggiormente agguerriti e compiere incursioni aeree migliori, però è vero che i mirtilli sono ricchi di antocianine e polifenoli benefici alla vista.

I benefici

Mettere in tavola una variegata gamma di colori e certamente benefico. La strategia del mangiare a colori detta anche rainbow diet suggerisce che mettere a tavola le cinque maggiori famiglie cromatiche rosso, arancione-giallo, verde, blu-viola e bianco, permette di assicurare la buona salute in generale e in particolare al sistema immunitario. Ogni pigmento vegetale corrisponde a un diverso profilo di fitocomposti ovvero carotenoidi, flavonoidi, antociani, glucosinolati, allicina, ecc., ciascuno agisce su vie metaboliche, offrendo un ventaglio di micronutrienti e molecole bioattive impossibile da ottenere con un assortimento monocromatico.