PERUGIA - «Per un debito di 10mila euro abbiamo perso la nostra casa. Da questa settimana non sappiamo dove andare a dormire». Andrea e Francesca, sposati e con un figlio maggiorenne, hanno sessant'anni, impiegato lui, ex imprenditrice ora in pensione lei, si sono visti battere all'asta la casa in pieno centro in tempi record e per un debito con una dipendente che si sarebbe potuto onorare «anche senza arrivare al pignoramento». Andrea e Francesca sono nomi di fantasia per preservare la loro privacy in un momento così complicato con gli addetti alla venite giudiziarie e i carabinieri che anche stamattina andranno a bussare alla loro porta per assicurarsi vadano via entro sabato 13. Ma soprattutto i due coniugi, nonostante tutto, stanno combattendo la loro battaglia per la casa di famiglia a viso aperto, con tanto di esposto alla guardia di finanza e al procuratore capo Raffaele Cantone, in cui raccontano di «un probabile episodio di riciclaggio in un'asta giudiziaria immobiliare». «Perché – spiegano al Messaggero – è tutto troppo strano quello che ci è successo». Non accusano nessuno, ma segnalano anomalie sulla storia che oggi, a pochi giorni da Natale, rischia di farli restare in mezzo alla strada, con tutta la loro vita in quei 120 metri quadri in centro «persi senza motivo».