PERUGIA - «Avete salvato il nostro Natale. Avete salvato la nostra famiglia, almeno per un po’. Dopo ore di trattative ci hanno concesso più di un mese di proroga prima di dover lasciare la nostra casa. Ma nel frattempo siamo certi faranno i dovuti accertamenti per capire come sia possibile restare in mezzo alla strada per un debito di 10mila euro». A parlare, tra le lacrime, sono Andrea e Francesca, i due professionisti sessantenni a cui è stata pignorata la casa da 200mila euro per un debito «irrisorio e che si sarebbe potuto onorare senza arrivare a tutto questo». Una storia raccontata mercoledì su queste colonne e mostrata all’ufficiale giudiziario e ai sei poliziotti che proprio due giorni fa si sono presentati nella casa dei due coniugi in pieno centro, per accertare il rispetto della decisione che li voleva fuori da quei 120 metri quadri dopo una rapidissima vendita all’asta. E proprio la rapidità della vendita, con la casa battuta alla prima asta, anche a un prezzo superiore rispetto a quello stimato dal perito del tribunale, aggiudicata da una società con 10mila euro di capitale sono tra le «anomalie» segnalate da Andrea e Francesca alla guardia di finanza. Segnalate con un esposto che ventila «l’ipotesi di riciclaggio» e su cui adesso i due insieme a loro figlio sperano si possa fare chiarezza. C’è tempo fino all’11 gennaio, grazie all’impegno di magistrati illuminati e solerti che hanno reputato corretto aiutarli.