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12 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:29

Ieri il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis in conferenza stampa ha detto che il regolamento sul rinnovo sine die delle sanzioni anti-russe, al vaglio del Consiglio Ue, “contribuirà alle discussioni sul prestito di riparazione” all’Ucraina: “Sta ponendo l’immobilizzazione dei beni russi su solide basi, evitandoci di dover fare affidamento su un regime di sanzioni che prevede il rinnovo dell’immobilizzazione ogni sei mesi”. Entro oggi probabilmente i governi potrebbero concordare per un’intesa per prolungare il congelamento degli asset della banca centrale russa in Ue “per tutto il tempo necessario”.

Il vertice in cui si deciderà il destino degli asset russi congelati si terrà il prossimo 18 dicembre: il tempo scorre, servono 90 miliardi di euro per salvare il bilancio e la Difesa di Kiev e l’Unione non li ha. Per evitare un debito comune – che incontrerebbe di certo il veto magiaro –, punta a usare i fondi russi in Ue, che terrebbero a galla Kiev fino al 2027. La Commissione europea propone di far ricorso alla clausola di emergenza, ricorrendo all’articolo 122 – quello già usato per far fronte a crisi economiche, energetiche e pandemia Covid. Nella sua proposta, la Commissione sostiene che i danni provocati dal conflitto in Ucraina hanno causato un “grave impatto economico”, innescando “gravi interruzioni dell’approvvigionamento, maggiore incertezza, maggiori premi di rischio, minori investimenti e consumi”, dunque “è urgentemente necessario per limitare i danni all’economia dell’Unione”.