Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
19 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:08
“L’Ue ha deciso di prestare all’Ucraina 90 miliardi di euro senza utilizzare risorse russe”. Il titolo del più importante giornale economico russo Kommersant chiariva fin dall’alba di oggi che i miliardi russi non sono stati toccati per salvare Kiev, ma restano congelati, giuridicamente immobilizzati, nel territorio dell’Unione. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha spiegato che l’Ucraina sarà tenuta a rimborsare il prestito solo dopo che la Russia avrà versato un risarcimento e, in caso di rifiuto da parte di Mosca, ha aggiunto, l’Ue potrà usare i beni russi congelati per estinguere il debito gialloblu. Non il quotidiano russo, ma il Financial Times parla di “duro colpo politico” per alcuni leader Ue e per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: per finanziarie l’Ucraina verranno usati non fondi russi, ma quelli dei contribuenti europei. Ma non tutti: il prestito “non comporterà alcun obbligo finanziario per la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Slovacchia”, i cui leader si erano fermamente opposti al prestito.
Alla fine hanno prevalso i timori del premier belga Bart De Wever, condivisi anche da Italia, Bulgaria, Malta e Francia. Inoltre, prima dell’abbandono dell’ipotesi dell’uso degli asset, Fitch aveva avvertito Euroclear di un possibile declassamento del rating creditizio “a causa di potenziali problemi di liquidità legati ai piani dell’Ue per un prestito all’Ucraina”; il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, minacciava “tutti i possibili meccanismi legali” per fermare l’Ue e non si era nemmeno completamente allineata, sembra, la squadra repubblicana coinvolta nei negoziati. Secondo il New York Times, “una bozza del piano di pace degli Stati Uniti, pubblicata il mese scorso, prevedeva l’utilizzo dei fondi congelati per la ricostruzione postbellica dell’Ucraina. Di conseguenza, il loro utilizzo da parte dei leader europei per un prestito prima di un accordo di pace potrebbe causare tensioni con Washington”.












