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10 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:14

L’Unione europea è pronta ad assumersi il rischio dell’utilizzo degli asset russi congelati come garanzia ai prestiti per il futuro sostegno all’Ucraina. Secondo il Financial Times e altre fonti Ue citate da Ansa, esiste una “chiara maggioranza” tra i 27 Stati membri d’accordo sull’utilizzo dei beni di Mosca, nonostante il rischio, in caso di accordo di pace, di dover restituire i 210 miliardi in questione. Sarebbe quindi superata l’opposizione non solo di Paesi come Ungheria e Slovacchia, contrari all’imposizione di nuove sanzioni nei confronti della Federazione, ma anche del Belgio che, attraverso Euroclear, detiene 185 miliardi di questi fondi e, in caso di restituzione, rischierebbe, come dichiarato da esponenti del governo di Bruxelles, “la bancarotta“.

Decisivo, da quanto si apprende, potrebbe essere già il Consiglio europeo del 18-19 dicembre, quando si arriverà a una scelta politica per stabilire su quale architettura lavorare nelle settimane successive, aprendo la strada a un lungo ciclo di negoziati tecnici: anche in caso di accordo, il nuovo schema non potrà comunque essere operativo dal primo gennaio, ma sarà invece necessario tempo, dato che la trasposizione nazionale sarà diversa in ogni Stato membro e in molti casi richiederà interventi legislativi nei Parlamenti nazionali.