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15 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:55
Lo hanno presentato come un Consiglio europeo decisivo per il futuro sostegno dell’Ue all’Ucraina, nel quale si cercherà un’intesa da chiudere prima della pausa natalizia. Ma al vertice tra i 27 capi di Stato e di governo del 15-19 dicembre che porta sul tavolo il delicatissimo tema dell’utilizzo degli asset russi congelati a garanzia del prestito per sostenere Kiev, l’Unione europea arriva di nuovo sgretolata. Da settimane, i vertici di Bruxelles ostentano ottimismo: si lavora senza sosta, dicono, esiste una “larga maggioranza“, aggiungono sostenendo che si percepiscono segnali positivi in vista del summit. Ma tra chi da anni ormai si oppone a un ulteriore inasprimento dei rapporti con la Russia, chi teme di incorrere in richieste di risarcimento plurimiliardarie e chi non può ignorare la posizione contraria degli Stati Uniti, tenere insieme i pezzi della cristalleria Bruxelles richiederà l’ennesimo sforzo diplomatico.
Fino a oggi, la strategia della Commissione Ue è stata quella dell’ostentare ottimismo. A veicolare questo messaggio ha pensato più volte la portavoce della Commissione, Paula Pinho, che ha spiegato alla stampa come sull’uso degli asset russi immobilizzati per il sostegno all’Ucraina la Commissione Ue con gli Stati membri sta cercando “di fare quanti più progressi possibili sui vari elementi del pacchetto, in modo che una soluzione possa essere trovata al Consiglio europeo”. In quella direzione si sono spesi anche alti esponenti delle istituzioni Ue, come il presidente del Consiglio Antonio Costa: “Credo che siamo molto vicini a trovare una soluzione – ha dichiarato – Per me è certo che il 18 dicembre prenderemo una decisione. Ma, se necessario, continueremo il 19 o il 20 dicembre, fino a raggiungere una conclusione positiva”. Posizione condivisa anche dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, che l’11 dicembre assicurava: “Stiamo lavorando molto da vicino con le autorità belghe per affrontare le preoccupazioni che esse hanno. E, in effetti, direi che abbiamo fatto davvero grandi passi per rispondere”.















