Ci sono voluti tre anni di guerra perché l’Unione europea decidesse di blindare davvero i beni russi congelati. Non più rinnovi ogni sei mesi con il rischio di un veto, oggi ungherese e slovacco. Via libera ieri dalla Ue al congelamento degli asset della Banca centrale russa a tempo indefinito, aggirando la spina nel fianco dell’unanimità e togliendo a Mosca una leva politica che minava dall’interno la compattezza europea. La decisione, adottata a maggioranza qualificata sulla base dell’articolo 122 del Trattato per le situazioni d’emergenza, riguarda poco più di 200 miliardi di euro, quasi tutti depositati in Belgio su Euroclear. Londra ha immobilizzato 8 miliardi di euro, Bruxelles 190. Usare i beni russi congelati per sostenere Kiev, dice il premier belga Bart De Wever, sarà «un’impresa ardua ma possibile, a patto che l’Europa agisca in modo coordinato. Voglio soltanto che la decisione sia giuridicamente valida».

Anche l’Italia ha scelto di dire sì, nonostante le perplessità, e con Belgio, Bulgaria e Malta ha sostenuto il Regolamento che stabilizza l’immobilizzazione dei beni russi, senza però stabilirne l’utilizzo, e fino a quando Mosca non cesserà la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non la risarcirà per i danni causati. Una scelta, spiegano fonti di Palazzo Chigi, compiuta per evitare qualsiasi ambiguità sul sostegno a Kiev. Allo stesso tempo, Roma sottolinea che decisioni di tale portata devono essere precedute da una piena discussione politica, senza fughe tecniche in avanti. La decisione, spiegano ancora le fonti, non pregiudica quella su un eventuale utilizzo futuro degli asset russi e non costituisce un precedente per il superamento dell’unanimità a favore della maggioranza qualificata. In vista del Consiglio di dicembre 2025, l’Italia invita Commissione e Consiglio a continuare a esplorare opzioni alternative, basate su un prestito Ue e su soluzioni ponte. A Bruxelles, la posizione più netta è espressa dall’Alta rappresentante, l’estone Kaja Kallas: «Il problema per la pace è la Russia». Senza concessioni da Mosca e garanzie per Kiev «avremmo altre guerre, non in Ucraina ma altrove. I confini non possono essere cambiati con la forza e la Russia non può resistere più a lungo né spendere più di noi». Mosca reagisce sul piano legale. Per la Banca centrale qualsiasi «utilizzo diretto o indiretto» degli asset congelati è «illegale e contrario al diritto internazionale». E ha già presentato ricorso contro Euroclear alla Corte arbitrale di Mosca per «azioni illegali» che avrebbero causato danni legati «all’incapacità di gestire fondi e titoli appartenenti alla Banca di Russia».