Non vorrei toccare il tema del sacro senza commettere sacrilegio: non sono praticante di alcuna religione e nel dubbio mi astengo. Hai visto mai, ove mai, rispetto. Sono anche consapevole che siamo nei giorni in cui si aderisce al rito. Di solito intorno all’Immacolata si fa l’albero, ho notato che più d’uno si è portato avanti ma era consuetudine attivarsi con abete e presepi in questi giorni, quindi — di nuovo — rispetto.

Volevo però dirvi, se mai aveste tempo in queste giornate a volte generose di momenti per sé, chiedendo permesso, che sono uscite nei mesi scorsi due stupende riviste che danno voce al sacro e al magico, che a volte è lo stesso.

La prima, di Iperborea, si chiama L’Integrale — la trovate il libreria e, certo, online. Il numero di cui vi parlo ha un cuore e una fiamma in copertina e il titolo Sacro: parla di estasi e di illuminazione, di ascesi e disciplina, di cura e di speranza, di culto del piacere e di rituali condivisi. Adatta, credo, al momento. È una rivista «di cibo e di cultura», del resto. Letizia Muratori parla di digiuno e ripercorre la secolarizzazione di questa pratica religiosa, presto vi sarà utile. Il filosofo Paolo Pecere parla degli effetti dell’ayahuasca, anche questo potrebbe farvi comodo. C’è un pezzo di Irene Soave su Alejandro Jodorowsky e i suoi esercizi di pensiero magico fondati sul cibo e sul piacere, bello. Diletta Sereni parla di una sorgente miracolosa al centro di Milano.