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5 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:27
La riforma dell’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria e Odontoiatria in vigore da quest’anno si sta dimostrando disastrosa, come peraltro era stato previsto da tutti gli organi accademici, inclusa la Conferenza dei Rettori e il Consiglio Universitario Nazionale. La legge conteneva un tale numero di errori di prospettiva, incongruità e difetti, che non è possibile analizzarli tutti in un solo post; in questo post mi limito ad analizzare i difetti progettuali della prova di esame. Non considererò minimamente le violazioni delle norme, la pubblicazione dei quesiti in rete, etc., che non sono difetti strutturali della legge: la riforma sarebbe pessima anche in assenza di qualunque anomalia nella gestione delle prove di esame.
Come è noto la riforma prevede l’accesso libero a tre corsi erogati tra settembre e ottobre: Fisica Medica, Chimica e Propedeutica Biochimica e Biologia; gli studenti hanno due possibilità di sostenere i relativi esami a novembre e dicembre, e infine coloro che sono stati promossi in tutti e tre gli esami entrano in una graduatoria che consente il proseguimento degli studi nel corso scelto, entro il limite del numero programmato (che non viene abrogato). La prima prova ha avuto un esito disastroso e i promossi nelle tre materie sono risultati circa il 10% degli iscritti, un numero molto inferiore a quello dei posti da coprire. Una catastrofe di questo genere dimostra che la modalità di esame prevista dalla riforma è inadeguata al suo scopo.










