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Ultimo aggiornamento: 7:57

La Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare (Sib) ha pubblicato un documento nel quale viene tracciato un primo bilancio del cosiddetto “semestre filtro”, la riforma dell’accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria. Il documento illustra preliminarmente le due principali ragioni del numero programmato: commisurare le iscrizioni al fabbisogno nazionale di laureati e garantire la qualità di una didattica che non si svolge soltanto nelle aule, ma anche negli ospedali e ha pertanto dei limiti prefissati di capienza.

Tanto per dare un’idea delle dimensioni del problema: gli aspiranti nuovi medici erano circa 57.000 (a fronte di un numero programmato di circa 19.000 per i tre corsi di Laurea); questo numero rappresenta circa il 10% dei nuovi nati dell’anno 2005, la coorte che si affaccia all’università nel 2025.

La riforma, istituita nel 2025, sostituisce la prova di ammissione che si svolgeva in precedenza entro il mese di settembre con un semestre aperto a tutti i candidati e svolge la necessaria selezione alla fine di questo sulla base delle votazioni riportate negli esami previsti (Fisica Medica, Chimica e Propedeutica Biochimica, Biologia Generale). Nelle parole della Ministra Bernini il semestre aperto avrebbe dovuto garantire equità nella selezione e favorire l’avvicinamento dei giovani all’università. E’ dubbio che si sia verificata la prima ipotesi, mentre è certo che non si è verificata la seconda; anzi, si è verificato un calo delle immatricolazioni, tanto più grave in quanto insiste su una condizione di carenza dei laureati rispetto alle medie europee.