Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 18:29

Accetta o rifiuta il voto?” è una delle frasi ricorrenti all’università. In questo caso, però, le circostanze rendono ancora più difficile dare una risposta. Le studentesse e gli studenti di medicina si trovano a dover fare i conti con gli effetti della riforma al corso di medicina. Adesso che sono stati pubblicati gli esiti della prima prova del semestre filtro, bisogna decidere se accettare il voto oppure ritentare la prova all’appello del 10 dicembre. Il problema, però, è che la graduatoria non è stata pubblicata e la decisione verrà presa al buio.

Il semestre filtro era stato progettato per superare il famigerato test d’ingresso a numero chiuso e rispondere alla carenza di personale sanitario nel nostro Paese. Tuttavia, guardando ai risultati della prima prova, sembra che questo nuovo collo di bottiglia non renda il semestre filtro un sistema a numero aperto. Le percentuali del numero di idonei sono davvero basse: 20% per biologia, meno del 20% per chimica e il 10% per fisica.

“La gestione del semestre filtro si conferma così incoerente, opaca e strutturalmente discriminatoria”, dichiarano gli studenti di Udu, l’Unione degli universitari, che sottolineano “il divario tra iscritti e posti disponibili rimane enorme: con oltre 54mila aspiranti per meno di 17mila posti, non si può parlare di numero aperto”. Udu ha organizzato un presidio che si terrà l’11 dicembre alle ore 15 in piazza Vidoni, a Roma, e in molte altre piazze italiane.