“Sembra di entrare in un film giallo, davvero!”, commenta Niccolò, 22 anni, studente di ingegneria, alla fine del primo atto. Poco distante incontriamo Sofia, già assidua frequentatrice del Teatro alla Scala, che rivela: “A emergere in maniera prepotente è la visione patriarcale della donna all’epoca in cui è ambientata l’opera. La protagonista, Sara Jakubiak nei panni di Katerina L’vovna Izmajlova, è obbligata a condividere un matrimonio che non desidera e, sedotta dall’amante interessato soltanto a conquistarla, commette due omicidi”. Cruda, travolgente, cinematografica, piena di passione e desiderio “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” l’opera di Dmitrij Šostakovič che aprirà la Stagione scaligera il 7 dicembre, ha conquistato i giovani under 30 all’anteprima a loro dedicata. Soprattutto la musica, diretta da Riccardo Chailly, ma anche la regia di Vasily Barkhatov, che proietta la vicenda in una dimensione a più livelli, e scene di Zinovy Margolin che creano quasi l’effetto di un film. Una pagina di cronaca nera inquietante, si potrebbe dire, che però si eleva a livelli altissimi come tutte le storie umane che diventano arte, pur nella sua tragicità. Le azioni crude e violente e dalla accesa sensualità, su cui già il display sul retro delle poltroncine avvertiva il pubblico, tuttavia non hanno turbato minimamente i giovani spettatori.