Riccardo Chailly ha vinto la sua scommessa, portando per la prima volta alla Prima di una stagione scaligera un'opera di Dmitrij Šostakovič.
'Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk' è stata clorosamente e lungamente applaudita per oltre 11 minuti. Per il maestro, al suo ultimo 7 dicembre come direttore musicale, è stato in particolare un successo personale, "l'abbraccio del pubblico" ha detto il sovrintendente Fortunato Ortombina. Applausi sono andati anche al regista Vasili Barkhatov, e alla protagonista femminile Sara Jakubiak che ha definito la sua Katerina "una tigre". Ma tutte le voci sono state apprezzate, a partire da Najmiddin Mmavlyanov (Sergej) , Alexander Roslavets (Boris), il coro scaligero diretto da Alberto Malazzi e tutti gli altri. Le annunciate scene di violenza e di sesso esplicito, volute peraltro dal libretto dell'opera, sono state accettate dal pubblico, anche perché non hanno mai varcato la soglia del cattivo gusto.
Nel complesso è stata una serata fedele, anche nelle manifestazioni in piazza della Scala (Propal e Cgil), alla tradizione del 7 dicembre, pur se è mancata la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Nel palco centrale Liliana Segre accanto al presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e al sindaco Giuseppe Sala; dietro la sottosegretaria di Stato Usa Sara Rogers, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, i vicepresidenti di Senato e Camera Gian Marco Centinaio e Anna Ascani. In sala i sottosegretari Gianmarco Mazzi, Lucia Albano e Federico Freni. Poi Mario Monti, Barbara Berlusconi, Diana Bracco, Giacomo Campora, Claudio Descalzi, Marcello Foa e Melania Rizzoli. Ma anche nomi dello spettacolo come Mahmood, Achille Lauro, Pierfrancesco Favino.













