L’ultima «prima» del maestro Riccardo Chailly e la prima del sovrintendente Fortunato Ortombina è un’opera russa che aggredisce lo spettatore e lo stringe in un nodo di disperazione. Composta da Dmítrievič Šostakóvicč nel 1934, «Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk» è un manifesto sulla condizione femminile e sulla libertà che suscitò la censura della «Pravda». «È un capolavoro imprescindibile, un tema scabroso — racconta Chailly — che fu bandita da Stalin per i “gusti pervertiti borghesi”: nel ’53 Šostakóvicč ci rimise mano, ma noi eseguiamo la prima versione». Dodicesima «prima» per Chailly, decima trasmessa in diretta su Raiuno, sarà portata alla ribalta dal regista russo Vasily Barkhatov con un cast dove spicca Sara Jakubiak (nata in Michigan da famiglia polacco-tedesca) nel ruolo di Katerina Lvovna. Una inversione di marcia per la Scala che nel marzo del 2022 allontanò Valery Gergiev per poi dar spazio al «Boris Godunov» (7 dicembre 2022), al recital di Anna Netrebko, alla «Forza del Destino» (la cui prima rappresentazione fu a San Pietroburgo nel 1862) e, ora, a «Una Lady Macbeth...».
Scala, una «prima» russa: Chailly dirigerà «Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk» di Šostakóvic
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