(di Bianca Manfredi) Raccontata come un flashback, ambientata non in un villaggio della Russia di metà Ottocento, ma in un ristorante della Capitale negli anni '50, con scene, richieste dal testo, di violenza esplicita.
Una lady Macbeth del distretto di Mcesk di Dmitrij Sostakovic piace al pubblico di giovani che questa sera la vede all'anteprima riservata agli Under 30, una iniziativa che è arrivata al ventesimo anno.
Ragazzi alcuni venuti per curiosità, per mettere un abito elegante, fra paillettes e pizzi d'argento, ma soprattutto appassionati preparati che approvano la scelta di mettere in scena un'opera russa, nonostante il conflitto in corso con l'Ucraina. D'accordo quindi con il sovrintendente Fortunato Ortombina, convinto che "criticare un'opera perché russa sia una offesa alla civiltà". Ma convinto soprattutto che quest'opera, dalla musica potente capace di raccontare perfettamente l'azione, sia "clamorosa".
Sceglierla per il 7 dicembre "non è un atto coraggioso, ma doveroso" secondo il direttore musicale Riccardo Chailly, al suo ultimo anno a guida della Scala. Ed è una scelta che i ragazzi hanno approvato. "Sconvolgente per le scene" secondo Lorenzo, studente del Conservatorio di 17 anni. "La musica grottesca all'opera calza a pennello con temi sonori molto forti" gli fa eco l'amico Luca di 16. "E' bellissima e molto particolare.










