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Per il maestro è la dodicesima. Prima scaligera: "È un capolavoro assoluto del '900"
Il 7 dicembre, con Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitri Shostakovich, Riccardo Chailly conclude il decennio da Direttore Musicale della Scala firmando la dodicesima Prima scaligera. Non la dirige solo per ricordare il mezzo secolo dalla morte del compositore, ma perché "è un capolavoro assoluto del Novecento". Una goduria per l'orchestra, che qui è narratrice di fatti e personaggi. Svettano i fiati, talvolta li vedremo anche in scena, sarcastici più che mai: in testa il fagotto, di solito l'ingrediente che amalgama, ma qui spesso in primo piano.
L'opera si apre con la monotonia soffocante lamentata da Katerina: "I clarinetti scendono come un serpente, raccontando l'impossibilità di evadere da un ambiente ostile", spiega Chailly. Da lì prende forma un universo sonoro di politonalità, glissati satirici spesso del trombone, con il suo "bwoooooooom" e momenti di sarcasmo tagliente. "Quando Katerina avvelena il suocero, l'orchestra dipinge un pianto finto, da operetta. È una scrittura beffarda".














