Malgrado un'economia “zoppicante” e un governo che ha sposato la tesi dell'Italia per far slittare la scadenza del 2035 sul divieto comunitario di commercializzare auto nuove con motori a combustione, in Germania le elettriche e le plug-in hanno spinto il mercato anche in novembre. Con l'encomiabile risultato di far scendere per la prima volta le emissioni di CO2 della flotta di nuova immatricolazione a meno di 100 g/km, 98,3 per la precisione. La flessione rispetto allo stesso mese di un anno fa è superiore al 14%. In novembre l'Ufficio federale dei trasporti (KBA) ha contabilizzato vendite per un totale di 250.671 unità (+2,5%) con una incidenza delle ibride del 41,2% (103.349). Le plug-in (32.433) hanno rappresentato il 12,9% dell'immatricolato, mentre le elettriche pure (55.741) hanno totalizzato il 22,2% (ormai ad un passo dal sorpasso anche delle auto a benzina, i cui volumi sono stati pari al 24,4%) con una impressionante crescita del 58,5%.

Nel 2026 previsti incentivi per BEV e PHEV

E questo malgrado gli incentivi al vaglio dell'esecutivo siano destinati a entrare in vigore solo nel 2026, ma non è ancora chiaro quando: si parte da un minimo di 3.000 euro per le BEV e, pare, anche per le PHEV che non costino più di 80.000 euro. Il bonus può salire fino ad un massimo di 5.000 euro sulla base della composizione del nucleo familiare e anche il prezzo contemplato può salire di ulteriormente a seconda di quanti figli figurino nello stato di famiglia. In novembre la quota elettrificata ha così raggiunto il 63,4%. Da inizio anno in Germania, il più grande mercato d'Europa, sono state targate oltre 2,611 milioni di auto, con una sostanziale stabilità rispetto al 2024 (+0,7%). La spinta con la “scossa” premia ancora una volta le case cinesi con, ad esempio, la BYD che negli undici mesi supera la Tesla: 19.197 targhe (+647,5%) contro 17.358 (-48,4%). La crescita della Leapmotor, che ha un'intesa con Stellantis, è stata paurosa: +817,5% in novembre e addirittura +5.539,5% nel corso dell'anno con 6.429 consegne, praticamente le stesse di un marchio consolidato e generalista come Honda. Anche la Lynk & Co, un marchio a sostanziale controllo cinese perché la proprietà è condivisa da Geely e Volvo, la casa svedese posseduta dalla stessa Geely, ha impressionato, almeno percentualmente: +2.800% nel mese e +868% dall'inizio dell'anno, ma con numeri ridottissimi (29 e 658 macchine).