Si impenna il mercato delle auto elettriche in Italia.
A novembre, primo mese su cui hanno un impatto gli incentivi legati all'Isee, sono state immatricolate 15.131 vetture full electric - secondo i dati di Motus-E - con un incremento del 130,7% rispetto allo stesso mese del 2024. Crescono marchi cinesi come Leapmotor, brand di Stellantis, e Byd.
"Constatiamo con rammarico che le quattro vetture elettriche più vendute non sono prodotte in Europa" afferma Roberto Vavassori, presidente dell'Anfia. Il mercato nel suo complesso è fermo con 124.222 immatricolazioni, in calo sullo stesso mese del 2024 dello 0,04% e -senza l'apporto degli incentivi fa notare il Centro Studi Promotor - si registrerebbe una flessione di oltre il 2%. Da inizio anno sono state vendute 1.417.621 auto, in calo del 2,43% sullo stesso periodo 2024. Il gruppo Stellantis ha immatricolato a novembre 31.733 auto, il 3% in più dello stesso mese del 2024, con una quota di mercato pari al 25,6% contro il 24,8%, ma nel totale dell'anno la flessione è del 6,8%. Il 2025 dovrebbe chiudere a quota 1.506.000 immatricolazioni, "livello decisamente infimo - osserva il Csp - e molto lontano da quello che ha preceduto la pandemia, cioè dal 2019 in cui le immatricolazioni furono 1.916.951 (-21,4%)". Cresce l'attesa per il piano automotive che l'Unione Europea si prepara a presentare il 10 dicembre. E aumentano le pressioni della Germania. Il cancelliere federale tedesco, Friedrich Merz, chiede alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di consentire la produzione di auto ibride anche dopo il 2035. Una decisione assunta all'unanimità dai presidenti dei Bundeslaender tedeschi. Approva la richiesta l'amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa: "Accogliamo con favore il sostegno del governo tedesco alle revisioni delle normative europee. Abbiamo una grande opportunità per ripensare le regole e conciliare i tre obiettivi chiave dell'Europa: decarbonizzazione, resilienza industriale che protegga i posti di lavoro e l'autonomia strategica, e accessibilità economica". Merz spinge per una regolamentazione delle emissioni di Co2 "tecnologicamente neutra, flessibile e realistica".








