Il mercato dell'auto della Germania – a differenza di quello dell'industria di settore che soffre per la soppressione di posti di lavoro, per i dazi americani e per il rischio di bancarotta di numerosi fornitori (per la fine dell'anno si stimano il 30% di fallimenti in più) – appare in salute. Almeno a giudicare dalle immatricolazioni di settembre, che sono state 235.528, il 12,8% in più rispetto allo stesso mese di un anno fa. Il consolidato del 2025 è di oltre 2,11 milioni di targhe, praticamente sugli stessi livelli del 2024 (-0,3%). Malgrado lo scorso anno non fosse certo stato particolarmente positivo (-1% sul 2023), un segnale importante perché nel semestre la flessione aveva sfiorato anche il 5%. La spinta delle case automobilistiche, sicuramente “stimolate” dalla concorrenza cinese (da inizio anno la BYD è cresciuta del 560%, la Lynk & Co del 1.041%, seppur con numeri insignificanti, la MG del 9,1%, ma con più consegne rispetto ad un marchio consolidato come Suzuki, e la Xpeng del 1.542%), e le pressioni sulla rete per le auto più ecologiche ha spinto le immatricolazioni alternative con ripercussioni significative sulle emissioni medie della flotta.
Emissioni medie di CO2 ormai vicine ai 100 g/km






