Nell’immaginario collettivo il Lugana è un bianco fermo da aperitivo, profumato e conviviale, ideale per una chiacchierata tra amici. In realtà è molto di più. Ottenuto dal vitigno autoctono Turbiana, è un vino sorprendente per versatilità: di pronta beva, accompagna con facilità anche un intero pasto, perché capace di evolvere nel tempo grazie al suo notevole potenziale di invecchiamento.

Ogni sorso di Lugana racconta l’equilibrio tra la natura e il lavoro dell’uomo, tra la solidità della terra e la leggerezza dell’aria. Perché il segreto della sua eleganza risiede proprio nelle argille compatte unite alla brezza temperata del Lago di Garda. La zona di produzione, cinque Comuni tra Lombardia e Veneto, divisi tra le province di Brescia e Verona, è un mosaico di paesaggi, persone e iniziative.

Filari e passione

La cartina geografica della denominazione dove viene coltivato, vendemmiato e imbottigliato il Lugana, spazia dal fascino della cittadina di Sirmione alle torri storiche di San Martino della Battaglia, dalle Grotte di Catullo alle fortificazioni di Peschiera. Ogni luogo del Lugana custodisce una storia, svela panorama, sussurra un’emozione. È una terra che invita alla scoperta e accoglie chi sa meravigliarsi. Dietro ogni calice di Lugana c’è la dedizione di intere famiglie e la pazienza di conosce i tempi del vino e li rispetta. Le nuove generazioni, oggi, raccolgono l’eredità dei padri con un entusiasmo innovativo, portando avanti una tradizione aperta al futuro.