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Ultimo aggiornamento: 16:57

Il decreto era stato inserito martedì mattina all’ordine del giorno del pre consiglio dei ministri: proroga per tutto il 2026 degli aiuti militare all’Ucraina. Ma dopo ore di discussioni e liti interne alla maggioranza di governo, la norma è slittata: fuori dall’ordine del giorno, quindi non andrà al Consiglio dei ministri di giovedì.

Il motivo sarebbero le rimostranze della Lega di Matteo Salvini che ancora martedì ha ribadito di voler chiedere all’Unione Europea di non mettere i bastoni tra le ruote nelle trattative di pace tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Nei giorni scorsi Salvini aveva anche ribadito di essere contrario a nuovi invii di armi per evitare di “alimentare la corruzione” a Kiev. Un’escalation comunicativa che ha messo in imbarazzo il governo.

Tanto da provocare nelle ultime ora uno scontro nell’esecutivo di Giorgia Meloni. Martedì mattina il decreto che proroga gli aiuti all’Ucraina per tutto il 2026 è stato messo nell’ordine del giorno del pre-Consiglio dei ministri, cioè la riunione tecnica dei capi di gabinetto e capi legislativi dei ministeri che precede le riunioni del governo. Diversi dirigenti leghisti però hanno fatto sapere di non essere stati avvertiti del decreto e si sarebbe attivato lo stesso Salvini per evitare uno scontro in Consiglio dei ministri: se non c’è accordo meglio rinviare, sarebbe stato il senso dei suoi ragionamento. Così è stato.