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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che proroga per tutto il 2026 la possibilità di inviare aiuti militari all’Ucraina. Doveva essere approvato a inizio dicembre, ma è stato rimandato per diversi motivi, in particolare per le richieste della Lega, che voleva cambiare il testo per dare più importanza agli aiuti civili e sottolineare la funzione difensiva (e non offensiva) delle armi. Alla fine è stata fatta qualche piccola modifica lessicale, ma la sostanza è rimasta la stessa. Il decreto prevede anche il rinnovo dei permessi di soggiorno per alcuni cittadini ucraini e una copertura assicurativa per i giornalisti freelance inviati nei territori di guerra.
Le prime differenze nel testo appena approvato, rispetto a quelli precedenti (approvati ogni anno a partire dal 2022, dopo l’inizio della guerra), dovevano essere nel titolo: nel decreto del 2024 si parlava di «mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari», e nella bozza del decreto fatta circolare tra i giornalisti l’aggettivo «militari» era stato tolto (mentre è rimasto nel testo). Sempre nel titolo doveva cambiare anche la destinazione degli aiuti: non più solo alle «autorità governative» ma anche alla «popolazione» dell’Ucraina. Il testo ufficiale del decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma nel frattempo il comunicato del governo sul tema ha mantenuto lo stesso titolo del 2024, generando qualche malumore nella Lega, che ha comunque rivendicato altre modifiche al testo.













