Un decreto legge per prorogare l'autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina spunta e poi scompare dall’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri, previsto per giovedì a Palazzo Chigi.
In mattinata il provvedimento appare tra i diciotto all'odg della riunione tecnica preparatoria del Cdm, convocata per domani pomeriggio. Si tratta di una proroga che il Parlamento approva ogni anno, da quando è scoppiata la guerra. Ma una proroga non indolore per il governo Meloni, dal momento che tra i parlamentari della Lega c’è un fronte molto compatto che si oppone all’invio di nuove armi e vorrebbe almeno astenersi sul decreto che sarà votato per il 2026. Ad ogni modo, la questione non sarà affrontata questa settimana, perché nel pomeriggio si apprende che la convocazione - inviata ai ministeri questa mattina - è stata aggiornata, con solo 17 provvedimenti in esame del prossimo Consiglio dei ministri, e senza il decreto sugli aiuti a Kiev. Secondo quanto spiegano fonti di governo alle agenzie di stampa, l'ordine del giorno era già molto carico di questioni urgenti e, poiché l'autorizzazione alla cessione di armi a Kiev scade a fine mese si è deciso di rinviare il decreto. La questione resta delicata.







