«Come Gedi, insieme a tutta La Stampa, respingeremo ogni atto di violenza e continueremo a informare i lettori senza farci intimidire da nulla e da nessuno». Sono chiare e forti le parole dell’amministratore delegato di Exor, John Elkann, arrivato in via Lugaro 15 per portare la propria solidarietà alla redazione e vedere con i propri occhi le scritte ancora impresse sui muri. Il letame lanciato dagli antagonisti nel cortile è stato tolto, i documenti e i libri lanciati messi in ordine, ma la vernice utilizzata dagli autori dell’assalto alla sede de La Stampa è ancora lì, sulle colonne, che il direttore Andrea Malaguti mostra a Elkann.

«Siamo qua – ha detto, prendendo il microfono al centro dell’open space – per esprimere solidarietà a tutti coloro che lavorano per La Stampa e soprattutto una ferma condanna di quanto è accaduto venerdì scorso. L'attacco che questa redazione ha subito è stato brutale e vile, un tentativo evidente di intimidire chi ogni giorno lavora per raccontare la realtà con rigore, serietà e indipendenza. Come ha scritto oggi il direttore Malaguti, «questo atto violento è inaccettabile». Come sottolineato già dal prefetto di Torino Donato Cafagna, che ha parlato di una “escalation”, anche Elkann sottolinea come questo episodio sia stato “particolarmente inquietante perché purtroppo non isolato: è ancora recente il ricordo dell'assalto all'Ogr nei giorni in cui alcuni di voi erano impegnati a raccontare i lavori dell'Italian tech week. Momenti e luoghi diversi ma accomunati da una stessa idea, che la violenza possa sostituire il dialogo, che si possa zittire una voce, un’opinione colpendola».