ROMA – L’editoria è una professione che può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in regola. La mia famiglia e io stesso abbiamo sempre considerato l’editoria come un mestiere che vive grazie ai suoi lettori, ma purtroppo in Italia avere un giornale è considerato uno strumento di influenza e di potere, non una professione». John Elkann spiega così all’Ansa la scelta di uscire dal settore dell’editoria e i motivi che hanno portato alla cessione del gruppo Gedi, a partire da Repubblica e Stampa rispettivamente ai gruppi Antenna, con un respiro internazionale, e Sae, legato più al territorio.

Gedi passa al gruppo Antenna di Theodore Kyriakou: “Investiremo su Repubblica”

di Francesco Manacorda

24 Marzo 2026

Vendita che «garantirà un futuro di sviluppo e libertà ai giornalisti delle due testate». Il ceo di Exor, la holding della famiglia, risponde anche a chi critica la scelta di non cedere a gruppi italiani: «A me interessa l’Italia, più che l’italianità. Come abbiamo dimostrato con le operazioni di Comau e Iveco, l’Italia è rimasta centrale e le due aziende in gruppi più grandi possono rafforzarsi e svilupparsi nel nostro Paese. Stesso ragionamento vale per Gedi». E poi aggiunge: «In tutte le mie scelte di questi anni — prosegue Elkann — ho guardato agli interessi dell’Italia, perché una bandiera in sé non garantisce il bene del nostro Paese». Elkann non nega di essere dispiaciuto. La scelta, dopo 100 anni di attività nel settore, mette la famiglia fuori dall’editoria italiana, ma dice di «credere profondamente nella professione giornalistica, nel suo ruolo fondamentale per la società».