"L'attacco che questa redazione ha subito due giorni fa è stato brutale e vile.
Un tentativo evidente di intimidire chi ogni giorno lavora per raccontare la realtà con rigore, serietà e indipendenza". Lo ha detto John Elkann, ad di Exor, alla redazione della Stampa dove è andato con Paolo Ceretti, presidente di Gedi, per esprimere solidarietà e "ferma condanna di quanto è accaduto".
"Prendiamo estremamente sul serio ciò che è successo. Violare questo giornale, questa redazione, è inaccettabile". Elkann ha anche annunciato l'ulteriore rafforzamento dei protocolli di sicurezza perché "ogni giornalista e ogni dipendente che lavora qui si senta sicuro e libero di esercitare al meglio il proprio mestiere". Domani ne parlerà con il Comitato di redazione.
Nel frattempo la Digos ha identificato 36 dei Pro Pal che hanno preso parte al raid. Sono giovani e giovanissimi della galassia antagonista riconducibili, in particolare, all'area dell'autonomia e ai collettivi studenteschi. Il tribunale per i minorenni si occuperà di quelli che hanno meno di 18 anni. Per gli altri si profila una denuncia in procura, dove è stato aperto un fascicolo.
Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, protesta perché, come ipotesi iniziale di lavoro, si parla genericamente di 'danneggiamento'. "Gli invasori comunisti - sostiene - hanno compiuto un atto di violenza, direi addirittura di terrorismo: ipotizzare un semplice danneggiamento è minimizzare un episodio fra i più inquietanti del nostro tempo".











