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29 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 15:03

“Il vero ingegnere è stato lei, io ho eseguito solo l’incarico… Comunque godiamoci questa cosa, ha ingegnato una cosa perfetta, quindi complimenti a lei per l’idea“. È il 18 aprile 2025, l’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, è al telefono con quello che, dopo il ministero dell’Economia, è il suo più importante azionista, Francesco Gaetano Caltagirone. La data è importante, perché siamo all’indomani dell’assemblea del Monte che ha approvato l’aumento di capitale a favore della scalata di Mediobanca.

“Perfetto, grazie. È andata come doveva”, replica il costruttore editore romano nella telefonata registrata dagli investigatori del pool milanese contro i reati di finanziari e riportata in esclusiva dal Corriere della Sera in edicola venerdì 28 novembre. “Ci sono anche intercettazioni come queste, oltre alla ricostruzione del ‘costante investimento a scacchiera in Mediobanca e Generali da parte del gruppo Caltagirone e di Delfin’, ad aver spinto la Procura di Milano a indagare il settimo più ricco italiano costruttore-finanziere-editore Caltagirone, il presidente di Luxottica e della controllante lussemburghese Delfin, Francesco Milleri, e il banchiere di Mps Lovaglio per le ipotesi di reato di ‘aggiotaggio‘ e di ‘ostacolo alle Autorità di vigilanza‘”, spiega il quotidiano di Urbano Cairo che per primo, giovedì 27 novembre, ha dato notizia degli avvisi di garanzia e delle perquisizioni a carico degli scalatori dell’anno.