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30 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:38
Guai a mettersi di traverso a Mps: è come mettersi contro il governo. O, almeno, è quello che sembra pensare Stefano Di Stefano. Il direttore generale delle partecipazioni del ministero dell’Economia e, in quanto tale, consigliere di amministrazione del Montepaschi, parla in modo molto diretto: “È un approccio molto antigovernativo“. L’approccio di cui parla è quello di Mediobanca, con le sue mosse – di mercato – per tentare di scampare alla scalata ostile della banca toscana controllata dal Tesoro insieme a Francesco Gaetano Caltagirone, gli eredi Del Vecchio e la Bpm.
Di Stefano (non indagato) figura tra le persone che sono state intercettate dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata di Mps a Mediobanca che vede indagati il costruttore-editore romano insieme al numero uno di Luxottica, Francesco Milleri e all’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio. Il 17 giugno del 2025 in Mediobanca erano in corso gli ultimi sforzi per cercare di disinnescare la bomba senese liberandosi della partecipazione in Generali, il vero obiettivo dell’offerta. Di Stefano telefona al vicedirettore della Cassa Depositi e Prestiti, Alessandro Tonetti (non indagato). Vuole sapere se Piazzetta Cuccia è ancora tra i consulenti della società controllata dal ministero dell’Economia che gestisce il risparmio postale degli italiani.
















