OSPITALE (BELLUNO) - La comprensibile preoccupazione dei cittadini di fronte al ritorno del lupo è colpa delle istituzioni che, pur sollecitate da anni di mettere in campo percorsi e progetti informativi per mettere i cittadini nelle condizioni di prevenire e gestire gli incontri con i lupi, nulla hanno fatto. È questa la posizione della Lav (Lega anti vivisezione) all'indomani del nuovo allarme che arriva da Ospitale di Cadore dove, almeno così sembra, tre branchi di lupi quindi circa trenta esemplari si contenderebbero il bosco dietro il paese, con cervi inseguiti e in fuga e scorribande fino in paese.

Dice la Lav che il «ritorno del lupo sui territori dal quale era stato estinto a colpi di fucile, trappole e veleni, è spesso accompagnato da forti reazioni di preoccupazione da parte dei cittadini. Preoccupazioni più che comprensibili, anche se dovute principalmente alla mancanza di conoscenza delle caratteristiche etologiche della specie. E ciò diventa terreno fertile per i pregiudizi e le paure radicate nell'inconscio collettivo grazie ad una narrazione che non ha alcuna concreta e realistica base scientifica».

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