OSPITALE - I lupi mettono in dubbio anche la realizzazione del progetto che l'amministrazione comunale di Ospitale di Cadore stava portando avanti assieme all'Ulss1 Dolomiti. E parte di essi, fra l'altro, sarebbe arrivata dall'Alpago, la conca che per anni è stata in cima alle cronache per le predazioni. «Che senso ha investire -spiega il sindaco Roberto Santin - nella realizzazione dei percorsi di "Promozione della salute" e anche in chiave turistica, che noi abbiamo sposato per contrastare l'isolamento e altri problemi sociali, se la gente non vuole più uscire di casa? Soprattutto se accompagnata dai cani che sono fra le prede preferite dei lupi? Ormai le persone non vogliono più andare nel bosco, questo è un dato di fatto».
Una paura vera, che poggia su episodi di predazioni ed incidenti sempre più frequenti. E sui numeri: «Nella sola provincia di Belluno prosegue il primo cittadino ci sarebbe lo stesso numero di lupi presenti nell'intera Austria: 150. C'è evidentemente qualcosa che non va». Ma la proporzione è ancora più allarmante se si considera la popolazione di predatori che si aggirerebbe attorno ad Ospitale. «Gli episodi sono troppi, non può essere solo un caso. Gli stessi agenti della Polizia provinciale ha confermato che al momento l'ipotesi più accreditata per capire cosa stia accadendo nei nostri boschi, è che questa sia una zona contesa fra tre branchi. Basta considerare che ogni branco è costituito da circa dieci esemplari, ed il conto è preso fatto: arriviamo a trenta, cioè un quinto della popolazione di lupi dell'intera Austria». Affermazioni, pur ancora in attesa di conferme, che la Polizia provinciale fa sulla scorta di dati: «Hanno messo il radiocollare ad alcuni esemplari e ne tracciano i movimenti». Una mappatura che permette anche un'altra deduzione: «Dopo che alcuni lupi sono stati allontanati con il metodo della dissuasione, cioè sparando loro pallini di gomma, questi esemplari sono arrivati qui. Come dire che il problema è stato solo spostato, non risolto. E questa considerazione deve far riflettere anche sulle misure che verranno prese qui ad Ospitale. Come dire: che senso ha toglierci il problema qui, se poi viene trasferito altrove?».






