"Non è percezione”. Lo dice chiaro il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, che da presidente della Provincia parla anche a nome dei colleghi: la presenza sempre più numerosa dei lupi nelle zone collinari o addirittura alle porte del capoluogo sta mettendo in difficoltà cittadini (allevatori e residenti) e amministratori. Mentre sui gruppi social si moltiplicano le segnalazioni di avvistamenti, nasce un comitato e parte la richiesta di interventi urgenti.
"Siamo segregati in casa, ostaggi dei lupi, impediti a uscire persino in giardino, a fare passeggiate col rischio di aggressioni anche ai bambini”, è il quadro dipinto dal neonato comitato Quartiere 11 Rimini-Emergenza lupi, che ha raccolto il malessere, la paura e la rabbia di chi abita fuori dal centro. “Una situazione di allarme sociale ed economico”, insiste. “I lupi si sono già visti oltre la circonvallazione, nell’Ausa e in via Rossa, con un gatto in bocca, e seguendo l’alveo del fiume Marecchia, possono arrivare fino alla spiaggia a San Giuliano”. I membri del comitato chiede a gran voce che le associazioni di albergatori e tutti coloro che vivono di turismo “facciano sentire la loro voce” perché “il problema è serio e coinvolge tutti, campagna e città”. Occorre applicare, chiede ancora il comitato, “il protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione dei lupi urbani e confidenti” dell’Ispra per “rimuovere la minaccia dei lupi. Dobbiamo scegliere se lasciare il nostro territorio ai lupi o agli umani, non esiste convivenza in questa situazione”.







