I lupi hanno attaccato l'uomo, anche in provincia di Belluno: è l'allarme lanciato dall''Associazione nazionale per la tutela dell'ambiente e della vita rurali smentendo Francesco Mezzavilla, che aveva escluso questi attacchi in Italia. «Basta esaminare la documentazione raccolta negli archivi storici per sapere che i lupi nei secoli hanno ucciso e divorato in Italia molte migliaia di persone -sottolinea l'associazione - non si trattava di lupi idrofobi visto che le vittime furono divorate. Solo in Veneto le vittime furono molte centinaia e ancora è tutto negli archivi storici. L'ultima vittima nel Bellunese fu una bambina predata da un lupo nel 1817 a Spert d'Alpago. L'ultima persona in Italia attaccata e azzannata alla gola da un lupo, davanti a testimoni, risale al 1923: soccorso e trasportato all'ospedale di Marradi l'uomo nonostante le cure morì, come descritto dal giornale Messaggero del Mugello dell'11 marzo 1923».
L'associazione presieduta da Michele Corti si spinge oltre , citando altri fatti che confutano la tesi di Mezzavilla sulla non pericolosità del lupo per l'uomo. Secondo quest'ultimo esperto una "convivenza" fra uomo e predatore è un dato di fatto e lo sarà anche in futuro dato che gli abbattimenti singoli, a suo dire, non servono a fermare la proliferazione del lupo. «Nei mesi scorsi -prosegue l'associazione - l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha dichiarato che dal 2017 al 2024 c'è stato un aumento esponenziale degli attacchi documentati di lupi in Italia, con ben 20 persone attaccate e ferite, con tanto di analisi del Dna raccolto sui feriti, confrontato positivamente con quello dei lupi responsabili, infine tutti catturati. Sulla spiaggia di Vasto, nel 2023 una lupa ha trascinato via due bambini di 5 anni, solo ferendoli grazie all'immediato soccorso dei genitori che li hanno trattenuti per le gambe. Lo stesso è avvenuto in un parco pubblico a Roma nel 2024. Tutti rimasti feriti e trasferiti in ospedale».






