LA VALLE AGORDINA (BELLUNO) - «Ho visto una coppia di lupi a 50 metri dalle abitazioni. Urlavo e battevo le mani ma loro non erano affatto intimoriti. Ho preso una verga di ferro per difendermi nell'eventualità avessero deciso di attaccarmi. Il lupo è famoso per aver paura dell'uomo ma questa coppia non aveva affatto timore, e questa è una cosa pericolosissima. Non so quanto ci vorrà prima che succeda qualcosa di brutto».

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Il racconto, lucido ma ancora carico di paura, è quello di Loris Efrem De Col, cittadino di La Valle Agordina. Abita nella frazione Lantrago, poco distante dal centro del paese, e proprio qui sono avvenuti i fatti, alle prime luci del giorno. De Col è una persona con lunga esperienza di fauna. Esperto cacciatore, è stato assessore alla Caccia, Pesca e Ambiente della Provincia di Belluno per alcuni anni fino al 2004, e conosce in lungo e largo i boschi agordini, e il suo racconto dei fatti evidenzia notevole preoccupazione: «Alle 6.30 di ieri mattina i primi utenti della strada comunale fra Lantrago e il Ponte delle Valine si sono imbattuti in una scena spiacevole a dir poco: una cerva sbranata a ciglio strada con due lupi nel prato adiacente in attesa di finirla. Il passaggio delle auto ha distolto momentaneamente i lupi, poi la mia famiglia allertata dalla titolare dell’edicola di La Valle che era una delle auto appena transitate è scesa sotto casa e ha chiamato la polizia provinciale». Una scena raccapricciante: una cerva visibilmente ferita con automobilisti in transito per andare al lavoro o studenti verso le rispettive scuole, che si sono visti vicino a loro la sofferenza dell'animale, ma anche un atteggiamento particolare dei due predatori, affatto intimoriti dalla presenza dell'uomo. «I lupi hanno continuato ad aggirarsi attorno alle case incuranti delle mie urla – prosegue De Col – unico deterrente a mia disposizione per allontanarli dalle case dove risiedono diversi bambini che aspettano lo scuolabus. Devo dire che il capo branco dei due lupi era un animale di oltre 40 kg, visto a meno di 80 metri e che comunque non era per niente impaurito e ha proseguito la caccia alla cerva che nel frattempo si era allontanata dalle case. Intanto sono arrivate le guardie provinciali con cane da traccia che hanno proseguito la ricerca della cerva sbranata e ormai destinata a morte certa e dolorosa. Sono riusciti a rintracciarla e a porre fine alle sue evidenti sofferenze: fra l’altro avrebbe partorito un piccolo fra pochi giorni».